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LAVORO STRAORDINARIO del PERSONALE DEL COMPARTO SANITA’

Il lavoro straordinario del personale del comparto sanità, dal punto di vista normativo è disciplinato dall’art. 34 del CCNL 1998-2001, 1° biennio economico 1998-1999, integrato dall’art. 9 del CCNL Integrativo del 20.09.2001 per l’attività lavorativa prestata in giorno festivo infrasettimanale e in giorno feriale non lavorativo e dall’art. 39 del medesimo CCNL Integrativo per quanto riguarda la determinazione della misura oraria dei compensi. La normativa contrattuale, ribadisce i vincoli e i caratteri di eccezionalità del lavoro straordinario:

  • non può essere utilizzato come fattore ordinario di programmazione del lavoro, le prestazioni dello straordinario “hanno carattere eccezionale”;
  • devono essere “preventivamente autorizzate” ;
  • devono essere programmate e assegnate alle articolazioni aziendali.

Difatti, dette prestazioni devono rispondere ad effettive esigenze di servizio ed in quanto tali devono essere di volta per volta e preventivamente autorizzate dal responsabile di struttura. L’autorizzazione, esaurientemente motivata, implica la verifica in concreto da parte del responsabile della struttura cui afferisce il dipendente, della sussistenza delle ragioni di pubblico interesse che rendano necessario il ricorso a tale tipologia di lavoro, ragioni che devono trovare fondamento in esigenze realmente indifferibili ed urgenti, cui non possa farsi fronte con diversa organizzazione del servizio, nonché la verifica della situazione oraria, in carenza o meno, in capo al dipendente, per la conseguente corretta imputazione del titolo dell’orario autorizzato. Nell'ambito del rapporto la retribuibilità del lavoro straordinario è , dunque in linea di principio condizionata all'esistenza di una formale autorizzazione allo svolgimento di prestazioni di lavoro eccedenti l'ordinario orario di servizio, la quale consente non solo una verifica in concreto della sussistenza delle ragioni di pubblico interesse che rendono necessario il ricorso alle suddette prestazioni, ma, anche, il controllo sul rispetto dei limiti di spesa fissati dal bilancio di previsione. Le risorse economiche complessive previste per compensare il lavoro straordinario del personale del comparto, in atto, sono quelle previste nel fondo contrattuale di pertinenza così come fissate dall’art. 29 del CCNL, 1° biennio economico 2002-2003 del 19.04.2004, e consolidate nel suo ammontare dai CCNL successivi, e per ultimo negli importi consolidati alla data del 31.12.2007, dall’art. 7 del CCNL, 2° biennio economico 2008-2009.In carenza di autorizzazione formale, quindi, le prestazioni non sono retribuibili; ove, però, fossero state retribuite, le relative somme erogate non sarebbero ripetibili, equivalendo l'erogazione delle stesse a ratifica.

I contratti nazionali di categoria stabiliscono, in sostanza, le modalità con le quali si esegue il lavoro straordinario e i limiti massimi (giornalieri e settimanali). Fissano anche le maggiorazioni retributive dovute ai lavoratori per risarcirli dell'allungamento dell'orario di lavoro consentendo di usufruire di riposi compensativi in aggiunta alle maggiorazioni. Il C.C.N.L. Sanità come sopra ripreso nei riferimenti pertinenti a tal pro fissa il limite individuale in 180 ore, limite superabile solo “in relazione ad esigenze particolari ed eccezionali” per non più del 5% del personale in servizio, e comunque fino al limite massimo di 250 ore annuali per il personale richiamato in servizio per pronta disponibilità e per la partecipazione a commissioni di lavoro se non diversamente retribuiti. In difetto di disciplina collettiva applicabile, il ricorso al lavoro straordinario è ammesso soltanto previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore e nella sanità detto principio non si esenta di applicazione non prevedendo il CCNL sanità lo straordinario come obbligatorio, salvo che il non effettuarlo comporti rischi per l’incolumità delle persone o immediati danni a cose. L’effettuazione dunque di lavoro straordinario è frutto di una concordata volontà tra il dipendente ed il Dirigente della Struttura.

L’importo della retribuzione oraria in regime di straordinario è quantificata dal già ripreso art. 39 del CCNL Integrativo del 20.09.2001. Rientra comunque nei diritti del dipendente optare tra il pagamento e il recupero compensativo; l’eventuale recupero va fatto entro il mese successive (art. 34,comma 6,CCNL 98-01). Dunque in presenza degli elementi contrattualmente fissati non vi è dubbio alcuno alla tenutezza della corresponsione del lavoro straordinario che, ove non saldato potrà essere recuperato, anche, per tramite di un azione monitoria ovvero ricorso per decreto ingiuntivo, essendo la misura dello stesso solo un prodotto matematico prestabilito dal Contrato Collettivo. Come ogni prestazione retributiva, anch’essa, è soggetta a regime prescrizionale ed in specie quinquennale con decorrenza da ciascun rateo di maturazione.

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Larini Mauro il 20/03/2014 08:57:51

Servizio eccellente, mi ha risolto una controversia in ambito lavorativo dove i sindacati fanno finta di non vedere o si attaccano al fumo della pipa! non ho fatto nessuna causa mi ha chiarito molte cose, ho capito solo che vivendo in un paese di "nominati" gli stessi pensano che possono anche derogare sui contratti nazionali. Grazie


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